<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" version="2.0"><channel><atom:link rel="hub" href="http://tumblr.superfeedr.com/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"/><description>La telefonia non lucrerà sui nostri viaggi, e le mamme saranno più informate.</description><title>London Diaries</title><generator>Tumblr (3.0; @londondiaries)</generator><link>http://londondiaries.tumblr.com/</link><item><title>V for Virgin Festival</title><description>&lt;p&gt;Smaltite con somma calma le tossine, finalmente è possibile spendere quattro righe su quella splendida esperienza che è stata il V Festival, concertone su 4 palchi organizzato e sponsorizzato dalla Virgin Media nei giorni 21 e 22 agosto in due località: Hylands Park e Weston Park.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;#8217;evento si è configurato su una doppia line-up, una marcatamente più rock e l&amp;#8217;altra più pop/commerciale; i nostri, presa visione dei gruppi del &amp;#8220;giorno rock&amp;#8221;, non hanno esitato a vendere il proverbiale occhiodellatesta &amp;amp; rene per coprire i costi del biglietto e del treno che il giorno 22 agosto ha portato loro a Stafford, ridente località situata a 150 miglia Nord di Londra (ed io che pensavo fosse &lt;em&gt;solo&lt;/em&gt; in periferia). Ulteriori 40 minuti di navetta ci portano al loco, un enorme parco immerso nelle campagne inglesi trasformato in cittadella della musica e del divertimento con stands, bars, negozi del merchandising e cibo proveniente da pressoché mezzo mondo; fiacchi controlli all&amp;#8217;ingresso non ci impediscono l&amp;#8217;introduzione di innocenti lattine al Weston Park (più tardi avrei capito che si trattava delle cose meno condannabili fra quelle che, teoricamente, non sarebbero potute entrare).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Welcome to V Festival 2011 e sale sul palco Ziggy Marley, primogenito dell&amp;#8217;immortale Bob e plurivincitore ai Grammy: vibra buona e un sound system che pompava bassi nello stomaco per 45 ottimi minuti di Reggae. Il tempo di una pinta di Carling (non una, ma due birre a far da partner all&amp;#8217;evento: oltre alla suddetta c&amp;#8217;è anche la Strongbow) e sul main stage è il turno di KT Tunstall, artista che si dimostra una vera sorpresa confermando il fatto che i live possono nascondere qualcosa di completamente diverso da ciò che è la promozione televisiva; faccio mea culpa ed incasso un set davvero piacevole.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insieme ad una Flavia versione &amp;#8220;Paese dei Balocchi&amp;#8221; decido di staccare un attimo la spina per fare qualche foto e per esplorare la zona che circonda il palco principale, ho il piacere di scoprire i palchi secondari (3), la dancehall dove passa di tutto tranne la scrausa musica che ci perseguita in Italia, le giostre, i bagni (che nonostante l&amp;#8217;enorme affluenza erano davvero molto puliti) e fast food di qualsivoglia provenienza: un meccanismo che funziona perfettamente dove lo spettatore è portato a divertirsi e veicolato a spendere quanto più possibile, che eticamente può risultare biasimabile ma dove ci sono affari c&amp;#8217;è ben poco da discutere. L&amp;#8217;obiettivo era far soldi, i soldi si fanno solo stuzzicando al massimo il portafogli delle persone e soldi son stati fatti. Molti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il peregrinare lontano dal Virgin Stage ci porta a vivere quella che posso serenamente definire come la mia migliore esperienza punk rock live. Il tendone dell&amp;#8217;Under Cover Stage rischia di cader letteralmente a terra quando salgono sul palco The Enemy, gruppo che ho scoperto grazie a FIFA e che poi ho imparato ad apprezzare. Mi hanno sorpreso tantissimo per la loro carica e per i fan che li seguono: gente di tutte le fasce d&amp;#8217;età che pogavano sotto al palco lanciando qualsiasi cosa gli capitava in mano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla fine dell&amp;#8217;esibizione dei tre di Coventry, c&amp;#8217;era una missione da compiere: sgomitare per ottenere le prime file per i pezzi grossi, Kaiser Chiefs ed Arctic Monkeys. Obiettivo pienamente centrato, infatti abbiamo avuto modo di assistere a due show di caratura sopraffina. Kaiser Chiefs superbi, Ricky Wilson frontman e mattatore assoluto della scena, nonché unico artista che si è cimentato nel crowd surfing; i cinque sono stati molto intelligenti proponendo un set che accantonava la promozione del nuovo album (The Future is Medieval) dando ampio spazio ai successi dei primi 3 album, scatenando la folla e due simpatiche personacce davanti me e Flavia. Odiose. Approccio diverso quello degli Arctic Monkeys che, da headliner dell&amp;#8217;evento, hanno avuto molto più spazio per proporre i loro brani, terminando nonostante tutto con diversi minuti di anticipo. Se dovessi scegliere fra i due, il mio voto andrebbe senza ombra di dubbio ai Kaiser Chiefs, e perchè sono ascoltatore affezionato e perchè ho preferito di gran lunga l&amp;#8217;approccio a stretto contatto col pubblico; gli Arctic con l&amp;#8217;uscita di quest&amp;#8217;ultimo album han preso le distanze da quel che era il loro modo d&amp;#8217;essere, e nonostante tutto sanno sapientemente e carismaticamente tenere il palco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo l&amp;#8217;ultima nota della chitarra di Alex Turner cala il sipario sulla sedicesima edizione del V Festival. Ho avuto modo, nelle ore che ho passato al Weston Park, di &amp;#8220;toccare con mano&amp;#8221; la ferrea e funzionale organizzazione che si nasconde dietro a questi grandi eventi, il V Festival è solo un mattone, di kermesse del genere ce ne sono tante altre nel corso dell&amp;#8217;intera estate (giusto per citarne qualcuno: Glastonbury, T in the Park, Reading), e tutte sono costruite su standard commerciali e di sicurezza davvero elevati se rapportati all&amp;#8217;afflusso di spettatori. Tutti i festival sono ben radicati nella cultura del divertimento e contano decine e decine di edizioni, segno che una continuità è possibile e che qui, nell&amp;#8217;Oltremanica, sono maestri nel mettere su queste cose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mette davvero tanta tristezza confrontare questa realtà con quella Italiana, dove la burocrazia soffoca la nascita di nuove realtà e gli interessi economici ammazzano il ripetersi dei Festival (tranne di uno, quello ben noto a tutti che passano per televisione a Febbraio). In definitiva l&amp;#8217;esperienza è stata totalmente positiva, niente incidenti di percorso, come ricordo una maglietta pagata bene ed una pseudo bruciatura di sigaretta sul braccio. Il treno che ci ha riportato a Londra era in programma per le 11.21, ha chiuso le porte alle 11.20.45 ed alle 11.21.10&amp;#160;ha lasciato la stazione di Stafford, ennesimo simbolo del paese che mi ospita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vi lascio con un consiglio: è meglio bagnarsi ed avere i brividi piuttosto che sentire gocce calde. Ricordatelo sempre bene e preparate di conseguenza i vestiti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;G.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Ore 12:30, area antistante il main stage" src="http://img88.imageshack.us/img88/691/img1121q.jpg" height="378" width="550"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;P.S: al ritorno in Italia, potrete visionare su facebook le foto scattate da Flavia.&lt;/p&gt;</description><link>http://londondiaries.tumblr.com/post/9464709692</link><guid>http://londondiaries.tumblr.com/post/9464709692</guid><pubDate>Sat, 27 Aug 2011 20:52:00 +0200</pubDate><category>V</category><category>Festival</category><category>Kaiser Chiefs</category><category>Arctic Monkeys</category><category>Carling</category></item><item><title>L'importanza di portarsi un ombrello</title><description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;Piove che dio la manda.&lt;/em&gt; Secchiate d&amp;#8217;acqua che affliggono gli sparuti disgraziati intenti a trovare riparo il prima possibile, com&amp;#8217;è capitato anche a noi: io e Flavia all&amp;#8217;uscita della metro di Turnham Green, colti da uno slancio di furore asinino, ci siamo improvvisati maratoneti raggiungendo l&amp;#8217;abitazione praticamente anfibi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una miriade d&amp;#8217;artisti ha dedicato una quantità gigantesca di creazioni al tema della pioggia e, per via traverse o in modo diretto, il fenomeno naturale che porta il sole ad occultarsi fra nuvoloni incazzati è stato enucleato ampiamente; impossibile quindi aggiungere nuove nozioni ma nulla mi esime dall&amp;#8217;esprimere il mio personale punto di vista &lt;em&gt;(leggasi il blog è nostro e lo gestisco io)&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La pioggia è sinonimo di riflessione, nascondiamo tutti un minimo di meteoropatia latente ed è innegabile come il sole porti a &amp;#8220;nascondere la polvere sotto il tappeto&amp;#8221;, a stamparsi in faccia un sorriso anche se si hanno mille problemi tesi come una spada di Damocle. Quando il sole non c&amp;#8217;è tutto questo positivismo comune viene a mancare, a livello fisico quanto mentale nessuno ama bagnarsi (io stesso che faccio 9 mesi di piscina annui ho le scatole abbastanza rotte quando vengo colto da situazioni del genere) e parte alla ricerca di un riparo che, per quanto precario possa essere, una volta raggiunto sarà amato e considerato di vitale importanza. Paradossalmente il cattivo tempo svela gli istinti animali dell&amp;#8217;uomo, dando un piccolissimo esempio del suo spirito di sopravvivenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Protetto dal tuo riparo, sei da solo ad osservare come tanti altri tuoi simili stiano facendo la stessa cosa che hai fatto tu, fino a ritrovarti a guardare la strada vuota ed a fare i conti con quello che ti passa per la testa. Con i tuoi problemi, con le tue ambizioni, i tuoi sogni, i tuoi impegni e le tue paure. Tu. Tu. Solo tu.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;#8230;io&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pioggia o sole, sereno o nuvoloso, l&amp;#8217;importante è sempre cercare di fare chiarezza. Niente bugie, perlomeno a sè stessi ma dialogo col proprio inconscio, quel giusto che serve a non impazzire ogni qualvolta le congiunzioni climatiche fanno commuovere le idrometeore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo bisogno di passare del tempo con noi stessi per poterne passare con gli altri, e forse la pioggia è solo un&amp;#8217;opportunità per mettere ordine donataci da chi muove i fili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;G.&lt;/p&gt;</description><link>http://londondiaries.tumblr.com/post/9166621245</link><guid>http://londondiaries.tumblr.com/post/9166621245</guid><pubDate>Sat, 20 Aug 2011 17:16:00 +0200</pubDate><category>umbrella</category><category>sun</category><category>rain</category><category>clouds</category><category>wet</category></item><item><title>Writing, as usual</title><description>&lt;p&gt;Ferragosto, here comes the sun (turururu): passata la nottata dove il Flat #1 di Chiswick è somigliato terribilmente ad un reparto d&amp;#8217;ospedale, ci si appresta a vivere il giorno numero 35 della nostra avventura londinese con rinnovato spirito. I problemi intestinali dovuti ai cibi indo-thai-cinesi sono solo un pessimo ricordo e ci sono tante nuove.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il terzetto ha perso un elemento (buone vacanze nei paesi caldi, rapper) ed ha acquistato 2 new entries che hanno portato tanta vivacità, oltre che un clima finalmente clemente e ordine pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Curioso il fatto che, proprio dal giorno in cui Manuela e Michela sono sbarcate nella terra di Albione, la situazione a Londra si sia completamente calmata rientrando nei normali canoni della capitale inglese. I conflitti si sono estesi in altre città (e continuano tutt&amp;#8217;ora), ma la spirale di violenza si sta pian piano acquietando: nata senza motivazioni forti, destinata a terminare in un nulla di fatto (e tanti danni per chi non centrava nulla, come i commercianti). La popolazione si rimbocca le maniche, pulisce le strade e si reca a lavorare. As usual.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proprio questa locuzione (as usual, compe sempre per i non anglofoni) ritengo possa essere una delle immagini che meglio rendono la forte presa di posizione dei civili nei confronti della rivolta, che può essere letta come &amp;#8220;a noi non interessa nulla di scontri nati da un futile pretesto, vogliamo che la vita torni ai normali canoni e vogliamo lavorare per il futuro del nostro paese&amp;#8221;. Encomiabile il compito svolto dai cittadini in questi giorni che, dopo le notti di scontri, la mattina presto si svegliavano per ripulire le strade in modo volontario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8220;We are open as usual&amp;#8221; è la frase che ha preso posto su tutti i negozi che hanno preservato con pannelli in legno le proprie vetrine. Una lezione che dovremmo imparare anche nel nostro Bel Paese: qui la normalità è scendere dal letto la mattina, lavorare sodo ed essere produttivi. Per sè stessi e per la società. La quotidianeità è costruita sulla civiltà, non sui protagonismi o le moine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E con questo spirito Londra ha vinto: sui giornali i fatti di cronaca sono stati sostituiti dai bollettini degli arresti compiuti da Scotland Yard e dalla Metropolitan Police, a ritmo di un migliaio di fermi al giorno. Il signor Boris (Johnson) raccoglie i plausi di tutti (anche del sottoscritto, che lo ha apertamente criticato) riuscendo a gestire &amp;#8220;a distanza&amp;#8221; una crisi nella sua municipalità, robe del tipo &amp;#8220;gente, io sto in vacanza e non modifico la mia agenda per quattro scalmanati&amp;#8221;. Punto per Boris e schiaffo all&amp;#8217;opposizione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono stati giorni non facili, dall&amp;#8217;Italia il parentame trasmetteva molta preoccupazione ed apprensione circa le nostre sorti, molta più preoccupazione di quanta se ne sia realmente avvertita per le strade e nella zona Ovest dove abbiamo il tetto. La polizia praticamente ovunque trasmetteva un minimo di sicurezza, ed i mezzi hanno subito veramente pochi problemi rispetto a quanto previsto (in certi giorni si era temuta la paralisi totale dell&amp;#8217;apparato pubblico); fortunatamente tutto è superato, il &amp;#8220;maltempo&amp;#8221; è passato e gli uccellini canticchiano nel giardino su cui si affaccia il conservatory, misteriosamente ripulito da qualcuno che ha anche tagliato l&amp;#8217;erba. Nuovo hairstyle per il giardino e per 3/4 di noialtri, me compreso, che dopo un buon 18 mesi ho dato un taglio netto al mio capello più che altro per questioni di praticità e perchè ero stanco del parrucchino che l&amp;#8217;aria londinese mi aveva reagalato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi c&amp;#8217;è il sole, godiamocelo, a Londra come in Italia, e che sia per tutti un buon Ferragosto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;G.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Open as usual, un'invocazione ed un credo." src="http://farm1.static.flickr.com/115/273154920_9ab7502340.jpg" height="264" width="399"/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://londondiaries.tumblr.com/post/8948745280</link><guid>http://londondiaries.tumblr.com/post/8948745280</guid><pubDate>Mon, 15 Aug 2011 13:38:00 +0200</pubDate><category>Riot</category><category>Shops</category><category>London</category><category>Usual</category><category>Johnson</category><category>August</category></item><item><title>In principio fu Mark Duggan...</title><description>&lt;p&gt;È da un po&amp;#8217; che non scrivo. Non che siano mancati avvenimenti, anzi, fra trasferimento a Chiswick, morte di Amy Winehouse e svariate avventure quotidiane che hanno collezionato i nostri, le opportunità non sono mancate. Ma ci sono volte in cui ti prendi una pausa, salvo poi avere un tarlo che ti rimbalza nella testa ed un dato di fatto: che è da un po&amp;#8217; che non scrivi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da qualche giorno, a Londra, si respira un&amp;#8217;aria strana: sorvolando su ciò che in Italia propinano i tiggì, le sensazioni provate da chi vive la quotidianeità di questa &amp;#8220;rivolta&amp;#8221; sono particolari e peculiari; come di una città che stia pian piano prendendo coscienza dei fatti ed adottando le dovute contromisure.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Passo indietro. Tutto parte dalla presunta uccisione (sono ancora in corso le indagini), giovedì scorso, di un 29enne di colore di nome Mark Duggan (padre di 4 figli, pregiudicato) da parte dei corpi speciali della polizia impegnati in uno scontro a fuoco. Sabato inizia una protesta (pacifica in un primo momento) nel quartiere di Tottenham, epicentro della spirale di violenza che attanaglia Londra. In poco tempo il &amp;#8220;bicycle&amp;#8217;s riot&amp;#8221; si estende a 360°, toccando Ealing, Enfield, Oxford Circus, Camden e Notting Hill, per citare alcuni Boroughs.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla base della cosiddetta &amp;#8220;rivolta delle biciclette&amp;#8221; si rivendicano i diritti delle minoranze etniche, spesso calpestate in una realtà cosmopolita come quella della capitale inglese che si appresta (fra meno di un anno) ad ospitare le Olimpiadi. Ma le aspirazioni umanitarie dei giovani protestanti (età compresa fra i 15 ed i 25 anni, con agghiaccianti punte minime nella fascia 11-14) cozzano violentemente con la realtà dei fatti: puro taccheggio organizzato e &amp;#8220;guidato&amp;#8221; da «signorotti vestiti bene in auto di classe, che organizzano gli attacchi per poi sgommare via e lasciare l&amp;#8217;azione ad altri» (tratto dal London Evening Standard odierno). L&amp;#8217;impreparazione che ha colto la polizia in questi giorni (il governo ha investito molto sulla Metropolitan Police, i Mets, tagliando i fondi della storica Scotland Yard) ha dato modo ai criminali di assaltare qualunque cosa capitasse a tiro: catene commerciali ma anche piccoli esercizi portati avanti con tanta difficoltà e sudore della fronte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perfino il colosso Sony ha ricevuto uno sgambetto dalle centinaia di manifestanti: la scorsa notte è stato dato alle fiamme e saccheggiato il deposito che si trova ad Enfield, lo smistamento del colosso giapponese per l&amp;#8217;intero territorio inglese subirà diversi ritardi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiswick è una cartolina di rara bellezza. In certi attimi hai l&amp;#8217;impressione di vivere l&amp;#8217;atmosfera da America anni &amp;#8216;50, con tanto di torta di mele fuori il balcone: è atipica la distonia fra quello che percepisci appena valichi l&amp;#8217;uscio della porta di casa e quello che è sotto gli occhi di tutti ad un quarto d&amp;#8217;ora di metro di distanza. Questo pomeriggio ho avuto modo di andare a Camden Town, uno dei centri turistici nonchè catalizzatore della vita giovanile, che si è presentata alle ore 17 e spiccioli come una zona di guerra: negozi che si affrettavano a chiudere e operai intenti a montare pannelli in legno per preservare le vetrine, elicotteri a sorvegliare le sparute teste che circolavano per Camden Road ed i segni della notte precedente a fare da contorno come nel caso del JD, assaltato la notte precedente e con le vetrate interamente a pezzi. Non è casuale che la cartolina, questa volta, è l&amp;#8217;uscita della Camden Town Station praticamente desolata. I segni della guerriglia sono anche nella metro: un treno completamente vuoto, con le luci spente e i vetri delle porte fatti a pezzi è sfilato davanti ai pendolari in attesa sulla platform prima che arrivasse quello che tutti aspettavano. Quasi un monito per tutti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I giovani che con Blackberry e Twitter stanno mettendo in imbarazzo una capitale da 8 milioni di abitanti per ora hanno fatto danni per un totale di circa 10 milioni di sterline, e gli arresti arrivano ad un numero superiore a 400. Il Primo Ministro ed il Sindaco avvertono che i 16mila poliziotti da stanotte in servizio useranno il pugno duro per sedare tutti i focolari di facinorosi. Chi ha sempre vissuto a Londra sta alla finestra, indignato e desideroso che la bella città orgoglio di una nazione sappia cancellare questa macchia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E noi qui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;G.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="La desolazione dell'uscita di Camden Town Station" src="http://img155.imageshack.us/img155/1733/p0908111737.jpg" height="368" width="492"/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://londondiaries.tumblr.com/post/8702367344</link><guid>http://londondiaries.tumblr.com/post/8702367344</guid><pubDate>Tue, 09 Aug 2011 22:48:00 +0200</pubDate><category>Duggan</category><category>Mark</category><category>Tottenham</category><category>london</category><category>riot</category><category>sony</category><category>revolution</category></item><item><title>Il primo passo per scrivere qualcosa che abbia senso, è darle un titolo.</title><description>&lt;p&gt;Turnham Green, ore 19:52, calma piatta come l&amp;#8217;encefalogramma di una foca in astinenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Seduto su una comodissima poltrona di dubbia provenienza, osservo quello che accade intorno a me e, come un bradipo durante l&amp;#8217;apice della sua movimentata vita, escogito un modo per passare il tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il problema principale è che è il tempo a passare su di me perchè mi accorgo che un attimo fa, ed erano appena le 17:00, mangiavo un piatto di pasta al forno mista a insalata di riso e tacos, e mai mi sarei aspettato che due ore dopo mi sarei ritrovato a scrivere un qualcosa senza senso nell&amp;#8217;attesa che un altro qualcosa senza senso potesse dare un senso a ciò che di sensato non aveva nulla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I pensieri si aggrovigliano tra di loro e non hanno un capo né una coda, non come quel piccione (dal peso che oscilla tra le 27 e le 30 tonnellate) che fa capolino dall&amp;#8217;albero guardandomi con la sua aria da babbeo. La fauna in questo giardino è molto ricca e strana, direi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre me, fino a questo momento ho potuto scoprire forme di vita animale che mai avrei immaginato di vedere, come per esempio scoiattoli giganteschi, svariati uccelli degni della stima dello staff di Brazzers, e infine un ammasso di non so cosa (perchè coperto da uno strano telo) che aleggia per casa&amp;#8230;ah no, quella è Flavia durante il periodo del letargo, che durerà penso fino alla fine di agosto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come si può notare, la fauna londinese offre molti spunti di riflessione e ci porta a fare svariate domande sulla nostra esistenza, che è come un insignificante granello d&amp;#8217;asfalto su una Route 66 qualunque.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La mia temporanea e inaspettata sobrietà mentale porta a questo, ad osservare le cose più strane che mi circondano e a tirare fuori la testa per vedere un po&amp;#8217; il mondo da un altro punto di vista, ma ora che l&amp;#8217;ho visto posso placidamente tornare nel mio di mondo, che poi tanto male non è.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora è il momento di spegnere questo strano aggeggio dotato di lettere su tasti e andare&amp;#8230;andare a controllare cosa succede nel lato oscuro della casa, rumori sospetti arrivano dalla cucina e il mio ottavo senso mi dice che Giandomenico, come un furetto in preda agli effetti della cocaina, stia armeggiando qualcosa che può essere definito a metà fra &amp;#8220;casalingo disperato&amp;#8221; e &amp;#8220;tossicodipendente in preda a crisi d&amp;#8217;astinenza&amp;#8221;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il mondo è bello perchè è vario&amp;#8230;Ma spesso è importante andare al di là di ogni cosa per capirlo!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8230;nel frattempo&amp;#8230;mi giro un drummino.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A.&lt;/p&gt;</description><link>http://londondiaries.tumblr.com/post/8180823389</link><guid>http://londondiaries.tumblr.com/post/8180823389</guid><pubDate>Thu, 28 Jul 2011 21:15:00 +0200</pubDate><category>Natura</category><category>Nature</category><category>Animals</category><category>Brazzer</category><category>Bird</category><category>Cocaine</category></item><item><title>"A man walks into a bar and says - I’ll have an Osama Bin Laden, please -
Barman says - Sorry,..."</title><description>“A man walks into a bar and says - I’ll have an Osama Bin Laden, please -&lt;br/&gt;
Barman says - Sorry, how do I make that? - &lt;br/&gt;
Man says - Easy, it’s two shots followed by a splash -”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Guy Garvey on Q Magazine, G.&lt;/em&gt;</description><link>http://londondiaries.tumblr.com/post/7803457476</link><guid>http://londondiaries.tumblr.com/post/7803457476</guid><pubDate>Tue, 19 Jul 2011 16:58:00 +0200</pubDate><category>Bin</category><category>Laden</category><category>Joke</category><category>Guy</category><category>Garvey</category><category>Bar</category><category>Splash</category></item><item><title>London's Rain (Ovvero: Giandovuolecheioscrivaunpostcontrolamiavolontà)</title><description>&lt;p&gt;Giando vuole che scriva anch&amp;#8217;io qualcosa su questo blog.&lt;br/&gt;Da quando siamo arrivati non fa altro che dirmi &amp;#8220;Scrivi qualcosa, scrivi quello che senti, dai: è per questo che esistono i London Diaries&amp;#8221;.&lt;br/&gt;Non ho mai totalmente appoggiato l&amp;#8217;idea di scrivere un diario di bordo, soprattutto per un viaggio del genere ma, a volte, devo ammettere che è utile per dar sfogo a quella ondata di vena creativa e/o artistica proveniente dalle innumerevoli e trafficatissime strade inglesi.&lt;br/&gt;Fondamentalmente, quando sono partita, non mi aspettavo di dover raccontare qualcosa a qualcuno, in realtà lo scopo di questo mio viaggio era quello di fare pulizia e scavare dentro di me quanto più a fondo possibile, fuggendo (forse) dalla quotidianità.&lt;br/&gt;Non fraintendetemi: non sono venuta qui per fuggire dalla provincia (anche se i luoghi comuni vorrebbero così).&lt;br/&gt;Sono venuta qui per salvarmi. Sono venuta qui perchè se non l&amp;#8217;avessi fatto, in futuro non avrei mai più avuto la forza di fuggire. E quindi eccomi qua: 17 anni, una chitarra acustica in una mano, la valigia nell&amp;#8217;altra e una serie di vaghe e inclassificabili speranze, che difficilmente saprei descrivervi, se proprio devo dirla tutta. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono arrivata qui senza un motivo ben preciso, ma tantissima voglia di fare qualsiasi cosa per uscire da quella routine, da quella normalità, dai problemi della gente &amp;#8220;gentile&amp;#8221; (come direbbe un &amp;#8220;certo&amp;#8221;  Philip Roth). E mi sono ritrovata davanti una città fascinosamente grigia, con la sua pioggia e i suoi 18 gradi in pieno Luglio e l&amp;#8217;unica cosa che veniva da chiedermi era: &amp;#8220;Tu sei arrivata qui, a Londra, nel paese dove sono state scritte le più belle melodie e i più bei testi di tutti i tempi. Dove è stata fatta la storia mondiale di tutte le arti. Cosa c&amp;#8217;entri tu qui?&amp;#8221;.&lt;br/&gt;Credo di aver goduto ampiamente nel sentirmi solo un frammento infinitesimale di una comunità e di una storia così immensa da lasciare spiazzati: finalmente avevo smesso di essere e di sentirmi &amp;#8220;qualcuno&amp;#8221; ( tronfia nel mio egocentrismo) e avevo cominciato ad essere parte di un qualcosa. E&amp;#8217; una sensazione che difficilmente potrò dimenticare e che difficilmente potrei descrivere a parole ma, ritornando all&amp;#8217;incipit di questo post, Giando vuole che scriva qualcosa su questo blog, quindi ci ho provato, nel mio piccolo anche se con scarsissimi risultati e suppongo che tu, lettore, l&amp;#8217;abbia notato.&lt;br/&gt;Pensa che non so neanche come chiudere questo post.&lt;br/&gt;Ah, devo trovare una chiusura ad effetto.&lt;br/&gt;Prima ero più brillante.&lt;br/&gt;O forse no.&lt;br/&gt;No, no, assolutamente: sono i piccoli spazi a render brillanti i diamanti, più grandi sono le cave più perdono la loro unicità.&lt;br/&gt;E questo vale anche per i tipi come me, no?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;F.&lt;/p&gt;</description><link>http://londondiaries.tumblr.com/post/7721875147</link><guid>http://londondiaries.tumblr.com/post/7721875147</guid><pubDate>Sun, 17 Jul 2011 14:25:00 +0200</pubDate><category>Viaggio</category><category>Chitarra</category><category>Canzoni</category><category>17</category><category>anni</category><category>fuga</category><category>futuro</category></item><item><title>Remember: always wear your protection</title><description>&lt;p&gt;In fondo non tutto il male viene per nuocere: cercavo un titolo ed ora eccolo lì, che gagliardo troneggia sulle parole che sto componendo. Gagliardo, e bastardo. È successa una cosa che mi ha fatto incazzare non poco, ci tengo a mettervene a conoscenza: è, ormai, abitudine consolidata del terzetto italiano in quel di Londra sfruttare il Mcdonald a 100 metri dall&amp;#8217;alloggio come internet point abusivo; per la prima volta dimentico di appoggiare sulla parte esterna del portatile la custodia ed un passante munito di zaino ha la geniale idea di passare a tutta velocità, un ammenicolo appartenente al suo bagaglio si sgancia scheggiandomi il suddetto notebook. Sorry sorry sorry&amp;#8230;.e sorry stocazzo, don&amp;#8217;t worry e passiamo avanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dicevo che almeno abbiamo il titolo, ed è anche un titolo non malaccio vista l&amp;#8217;evidente ambiguità a cui ben si presta, passiamo quindi ad un racconto spicciolo di ciò che ha accaduto in questa 40ina di ore passate dall&amp;#8217;ultimo resoconto del buon A. Parola chiave: &lt;strong&gt;LAVORO&lt;/strong&gt;. E lo si cerca in modo spasmodico, alternando come sulle montagne russe momenti di euforia estrema e depressione da martedì nero. Flavia s&amp;#8217;è fatta assumere in prova e licenziare: evidentemente il manager del Pret a Manger di Kentish Town non apprezza le White Lies. Assolutamente. Totally.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi trae guadagno da questa situazione di stallo sono le copisterie: darsi da fare consiste nel distribuire quanti più curricula possibili, avendo lasciata l&amp;#8217;attività di famiglia in Italia qui gli A4 si pagano ed anche molto. Sappiamo le locazioni di tutti i centri fotocopie di zona, e siamo trattati come clienti storici ed affezionatissimi, ci tocca solo aspettare Natale e Pasqua per scambiarci gli auguri coi simpatici esercenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tempo di grandi pulizie (in allegato foto che mostra l&amp;#8217;impiego riservato ad Antonio Litto: stare fermo ed osservare. Da un angolo. Si ringrazia per l&amp;#8217;impegno profuso) al 63B di Oseney Crescent: un po&amp;#8217; perchè crogiolarsi nella sporchevolezza non ci appartiene e molto perchè s&amp;#8217;è tenuta una visita istituzionale di non poco spessore. Risultato finale: beneplacito e merito per la nostra stanza e per le zone comuni, le altre stanze non pervenute per evidenti restrizioni della privacy. La dinamica quindicina che anima l&amp;#8217;edificio è ben amalgamata e si tira mattino che è un piacere fra una birra e 4(milioni) di chiacchiere. Morrissey è il dio incontrastato, musicalmente parlando, e i suoi Smiths tengono svariati concerti notturni, tutti di un&amp;#8217;inestimabile piacevolezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il lavoro nobilita l&amp;#8217;uomo, ma la ricerca dello stesso di certo non gli dà modo di campare. Bisogna darsi da fare e soprattutto farsi assumere. Se qualcuno fra i lettori è interessato può richiedere il curriculum, ne abbiamo a iosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;G.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Antonio nel suo angolo" src="http://img842.imageshack.us/img842/5239/img0339qa.jpg" align="bottom" height="507" width="380"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;N.B: Chiusura fulminea dovuta al computer in debito di batteria.&lt;/p&gt;</description><link>http://londondiaries.tumblr.com/post/7659690781</link><guid>http://londondiaries.tumblr.com/post/7659690781</guid><pubDate>Fri, 15 Jul 2011 21:21:00 +0200</pubDate><category>Crash</category><category>HP</category><category>Lavoro</category><category>McDonald</category><category>Morrissey</category><category>Notebook</category><category>Smiths</category></item><item><title>Colpito e "Allondrato"</title><description>&lt;p&gt;&amp;#8220;Le grandi invasioni contano sempre più di una singola fase&amp;#8221; così scriveva &amp;#8220;G.&amp;#8221; ed è con questa massima che si apre il nostro secondo racconto signori! Ebbene si, la coppia è diventata un trio, l&amp;#8217;ultimo componente della &amp;#8220;famiglia&amp;#8221; è tornato al suo nido, un nido molto particolare, come potete ben vedere! Ma, si sa, le avventure vengono definite tali per la presenza di peripezie e difficoltà e proprio da quest&amp;#8217;ultime che narriamo l&amp;#8217;intensa e sudata mattinata del nostro figlioul prodigo!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sveglia di prima mattina, era così presto che neanche i fornai avevano iniziato le loro mansioni quotidiane, bagaglio di 57 Kg in spalla e via, si parte, destinazione Capodichino! Fino a quel momento sembrava tutto andar bene, gli uccellini facevano capolino dai loro casolari, le rondini rinascevano cervi a primavera e l&amp;#8217;acqua era ancora bagnata, ma dietro quella calma apparente si celava una terribile giornata che gelava! Occupato di forza il suo posto 13&amp;#160;F, dopo aver picchiato e menato per uscire indenne dal check-in, il nostro eroe si concede un attimo di relax costellato da simpatici sonetti di lingua non madre, ma è proprio in quel momento, proprio nel momento in cui l&amp;#8217;apparente relax si sta pian piano impossessando del Nostro, che un essere non identificato di tarda età, capelli rossi come ginger del discount e la calma è ormai andata a farsi un giro non si sa dove.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Attimi di panico sopraggiunsero all&amp;#8217;arrivo di un altro essere identificabile, questa volta, solo per due enormi protuberanze sul petto che hanno causato litri di bava per i corridoi del carro alato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;#8230;ma non è finita qui&amp;#160;!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per farla breve il nostro eroe ha dovuto affrontare un recupero bagaglio degno del più grande e tirato Rambo, ha scovato quell&amp;#8217;aggeggio chiamato &amp;#8220;tube&amp;#8221; e grazie all&amp;#8217;aiuto di un suo coetaneo fino a quel momento sconosciuto è riuscito a uscire all&amp;#8217;aria aperta, dopo ore e ore di &amp;#8220;clausura&amp;#8221;. La vita di città, si sa, è difficile per qualsiasi personaggio, ma quella londinese è impossibile! Per fortuna i potenti mezzi di comunicazione del Nostro hanno portato al massimo risultato, la sede dell&amp;#8217;agenzia, la fonte dell&amp;#8217;eterna giovinezza, che poi si andò a scoprire essere a circa qualche metro dalla stazione delle tenebre! E ora, il nostro si trova qui, a sorseggiare una coca senza ghiaccio (perchè fuori ce n&amp;#8217;è abbastanza) insieme all&amp;#8217;erbivora F. e all&amp;#8217;affaccendato G.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La famiglia si è riunita.. Ed è unita da salute,forza e buona volontà&amp;#8230;anche se proprio la salute ora, dopo il mac chicken ancora svolazzante nel panino,ci sta abbandonando inesorabilmente&amp;#8230;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pace.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Il giaciglio di Antonio Litto" src="http://img838.imageshack.us/img838/6668/img0303gu.jpg" align="text-bottom" height="255" width="408"/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://londondiaries.tumblr.com/post/7573198273</link><guid>http://londondiaries.tumblr.com/post/7573198273</guid><pubDate>Wed, 13 Jul 2011 16:30:00 +0200</pubDate><category>57 kg</category><category>Antonio</category><category>Black</category><category>Cosce</category><category>Entropia</category><category>Giaciglio</category><category>Journey</category><category>Leggins</category></item><item><title>L'allondraggio.</title><description>&lt;p&gt;Le grandi invasioni contano sempre più di una singola fase. E l&amp;#8217;allondraggio (concedeteci la libertà circa i neologismi) non è da meno: due dei nostri hanno messo oggi piede nella realtà Inglese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Giornata iniziata presto, molto presto. Alle 5 di mattina si era già in giro a condividere allegramente le strade con uccellini e sparuti amanti del jogging crepuscolare. Bambini, guide ed ancora bambini affollavano l&amp;#8217;aereporto di Capodichino istigando furia puericida nella mente di una Guarino più pimpante che mai ormai convinta a chiudersi le ovaie pur di non generare qualsivoglia accenno di prole. Tanti amorevoli sonnellini ed atterraggio alle locali 9.30 AM.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla scoperta dell&amp;#8217;alloggio: al momento sappiamo solo che il numero civico è il 63 ed abbiamo scoperto simpatici scalmanati che condivideranno con noi tetto, bagno, doccia e (sofficissima) moquette. Caldo non fa, freddo neanche e non sudare l&amp;#8217;11 luglio è un piacere incommensurabile; di contro si scrive da un McDonald pagando il dazio di un caffè smorto ed una cocacola rivelatasi acqua allungata con caffeina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si parte alla scoperta degli indigeni che in zona Camden Town assumono forme umane alquanto particolareggiate. Flavia se la canta e se la suona, Giandomenico si abitua ai servizi igienici anglosassoni ed Antonio è atteso per le prossime 48 ore: le grandi invasioni contano sempre più di una singola fase.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;G.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="2 su 3. Il 66% a Londra." src="http://a1.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/270560_10150229498095047_529160046_7756807_5873072_n.jpg" align="text-bottom" height="270" width="481"/&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://londondiaries.tumblr.com/post/7497477924</link><guid>http://londondiaries.tumblr.com/post/7497477924</guid><pubDate>Mon, 11 Jul 2011 19:09:00 +0200</pubDate><category>Antonio</category><category>Avventura</category><category>Corso</category><category>Division</category><category>Fella</category><category>Joy Division</category><category>L'Ondra</category><category>L'ondon</category><category>Londra</category></item></channel></rss>
